PapaRatzi accelera la beatificazione di Pio XII. Boh.
E poi dice che rimase in silenzio "per aiutare meglio gli ebrei". Ma scusa: una aperta condanna al nazismo non avrebbe spinto milioni di persone ad opporsi ad uno dei peggiori scempi della storia? E quindi a fermarlo? Certe volte dubito che le persone pensino prima di parlare. E certe volte inorridisco al pensiero che lo fanno, con certi risultati.
Boh.
Buon anno, a tutti quelli che non andranno mai sotto al balcone di un ( come definirlo? Accetto suggerimenti) a sentirlo parlare.
martedì 29 dicembre 2009
giovedì 24 dicembre 2009
Gestione straordinaria! Nevica!!!! Uuuuhhh!
L'amministratore delegato delle FS (effeesse) tuona stupito che la situazione dei treni in FRA e in SPA non e' migliore della nostra. "Non e' che tutti i manager europei sono di colpo dei coglioni!"
Domanda, lecita. Perche' di colpo?
No perche' pensavano di essere dei fighi della gestione efficiente? Degni di lustro e ammirazione? No dico: ma loro in treno ci vanno mai? Da pendolari fradici, intendo, non in first class per una toccata e fuga a Bologna o a Firenze?
Guarda ciccio che i ritardi cronici, le soppressioni, il troppo freddo, il troppo caldo, i viaggi in piedi stivati come maiali (quello e' spesso il microclima) per noi sono all'ordine del giorno, sai? O quei comitati rognosi di pendolari che tanto sbuffano per un servizio migliore sono fatti solo di cogli@ni? Quelli si'?
Vola basso rintronato e questa volta prenditi un appunto sull'agendina di pelle umana. "Inverno 2009, gelo delle linee aeree". Cioe' dei fili elettrici da dove si alimentano i treni. Magari questa volta qualche vagone a gasolio (con il gasolio comprato a parte) compralo. Mettitelo in giardino e aspetta. Capita ogni straminki@ di anno che nevichi e che si vada sottozero. Non c'e' nulla di straordinario in qualcosa che si ripete ogni anno. Benemerita testa.
Allora alza il telefono e organizzati per il 2010. Che da qualche parte si incominci a renderlo un anno migliore.
Auguri a tutti gli altri.
Domanda, lecita. Perche' di colpo?
No perche' pensavano di essere dei fighi della gestione efficiente? Degni di lustro e ammirazione? No dico: ma loro in treno ci vanno mai? Da pendolari fradici, intendo, non in first class per una toccata e fuga a Bologna o a Firenze?
Guarda ciccio che i ritardi cronici, le soppressioni, il troppo freddo, il troppo caldo, i viaggi in piedi stivati come maiali (quello e' spesso il microclima) per noi sono all'ordine del giorno, sai? O quei comitati rognosi di pendolari che tanto sbuffano per un servizio migliore sono fatti solo di cogli@ni? Quelli si'?
Vola basso rintronato e questa volta prenditi un appunto sull'agendina di pelle umana. "Inverno 2009, gelo delle linee aeree". Cioe' dei fili elettrici da dove si alimentano i treni. Magari questa volta qualche vagone a gasolio (con il gasolio comprato a parte) compralo. Mettitelo in giardino e aspetta. Capita ogni straminki@ di anno che nevichi e che si vada sottozero. Non c'e' nulla di straordinario in qualcosa che si ripete ogni anno. Benemerita testa.
Allora alza il telefono e organizzati per il 2010. Che da qualche parte si incominci a renderlo un anno migliore.
Auguri a tutti gli altri.
domenica 22 novembre 2009
Ogni critica e' un'occasione di crescita.
Riflettevo su questa cosa.
(Forse mi ero gia' soffermato su questi temi, ma non ho voglia di fare ricerche, ne mi interessa la coerenza in questo momento, quindi: ruota libera).
Se siamo capaci di prendere una critica differentemente da uno schiaffo, da un rifiuto, da un giudizio di disapprovazione, da un moto di allontanamento, forse riusciamo ad ottenere qualcosa di buono da qualcosa che di primo acchito non ci piace.
Se ricevere una critica puo' essere una spinta a mettersi in discussione, un'occasione per conoscere il punto di vista di chi ci vede da fuori, forse puo' essere meno doloroso apprendere di non essere perfetti.
Perche' tra il dirlo e il saperlo veramente, ce ne passa. E molto. E lo dico da convinto pallone gonfiato. Per scelta di vita, condivisibile o meno, e per reazione a tante insicurezze che voglio sapere superare.
Zafon fa dire ad un suo personaggio che e' caratteristica dei grandi uomini essere troppo severi con se' stessi. Chissa' perche' tanto rigore e' piu' facile da accettare se nasce da un moto interiore.
Forse dovrebbe essere aggiunto nel manuale del buon egualitarista, che una critica nata fuori, vale tanto quanto una critica nata autogena.
E forse perche' penso sempre che nei buoni insegnamenti di arti marziali ti si insegna ad utilizzare dolcemente la foga dell'avversario per trasformare cio' che ti investe in superpoteri di proiezione, che cerco di riciclare quest'idea, anche in questo caso.
O forse perche' e' Domenica, e qualche riflessione oziosa ci sta anche bene.
(Forse mi ero gia' soffermato su questi temi, ma non ho voglia di fare ricerche, ne mi interessa la coerenza in questo momento, quindi: ruota libera).
Se siamo capaci di prendere una critica differentemente da uno schiaffo, da un rifiuto, da un giudizio di disapprovazione, da un moto di allontanamento, forse riusciamo ad ottenere qualcosa di buono da qualcosa che di primo acchito non ci piace.
Se ricevere una critica puo' essere una spinta a mettersi in discussione, un'occasione per conoscere il punto di vista di chi ci vede da fuori, forse puo' essere meno doloroso apprendere di non essere perfetti.
Perche' tra il dirlo e il saperlo veramente, ce ne passa. E molto. E lo dico da convinto pallone gonfiato. Per scelta di vita, condivisibile o meno, e per reazione a tante insicurezze che voglio sapere superare.
Zafon fa dire ad un suo personaggio che e' caratteristica dei grandi uomini essere troppo severi con se' stessi. Chissa' perche' tanto rigore e' piu' facile da accettare se nasce da un moto interiore.
Forse dovrebbe essere aggiunto nel manuale del buon egualitarista, che una critica nata fuori, vale tanto quanto una critica nata autogena.
E forse perche' penso sempre che nei buoni insegnamenti di arti marziali ti si insegna ad utilizzare dolcemente la foga dell'avversario per trasformare cio' che ti investe in superpoteri di proiezione, che cerco di riciclare quest'idea, anche in questo caso.
O forse perche' e' Domenica, e qualche riflessione oziosa ci sta anche bene.
mercoledì 4 novembre 2009
domenica 4 ottobre 2009
Cosi' introducono la moralita'?
Mi fa sorridere amaramente leggere che il silvio nazionale afferma che con lui si e' portata la moralita' in politica. Mi fa sorridere perche' documenti alla mano, senza illazioni, la quantita' di processati e condannati portata in parlamento dalla sua parte non ha eguali, e basta leggere i libri-elenco di Travaglio per fare una conta, di tutti ne'! Destra e sinistra. A destra sono molti di piu'. Quindi almeno fare i moralisti o moralizzatori mi sembra decisamente superare la soglia del ridicolo. Vabbe'.
Poi leggo dello scudo fiscale, e cerco di capirne il messaggio "riportate in Italia i soldi che tenete in Lussemburgo o alle Kayman e, se sono illeciti, non vi succedera' nulla, l'importante e' che noi si possa un po' tassarveli".
E' questo il senso che si vuole dare alla "morale"? Dove sono i valori di rispetto della giustizia in tanto opportunismo? Ci si china con un'amnistia (chiamiamola con il suo nome dai, visto che ce ne e' uno apposta) malvotata in parlamento (senza maggioranza qualificata, ma a maggioranza semplice) di fronte ad evasioni fiscali, bancarotte fraudolente e chi piu' ne ha piu' ne metta, per fare un po' di cassa.
Boh. Utile, forse. Ma pesantemente discutibile sul piano dei valori.
Altro che moralita'. Altro che.
Poi leggo dello scudo fiscale, e cerco di capirne il messaggio "riportate in Italia i soldi che tenete in Lussemburgo o alle Kayman e, se sono illeciti, non vi succedera' nulla, l'importante e' che noi si possa un po' tassarveli".
E' questo il senso che si vuole dare alla "morale"? Dove sono i valori di rispetto della giustizia in tanto opportunismo? Ci si china con un'amnistia (chiamiamola con il suo nome dai, visto che ce ne e' uno apposta) malvotata in parlamento (senza maggioranza qualificata, ma a maggioranza semplice) di fronte ad evasioni fiscali, bancarotte fraudolente e chi piu' ne ha piu' ne metta, per fare un po' di cassa.
Boh. Utile, forse. Ma pesantemente discutibile sul piano dei valori.
Altro che moralita'. Altro che.
domenica 27 settembre 2009
Magic The gathering. Back to the future.

Eccoci, ci risiamo. Il buon PDE, geniaccio della stramalora nei giochi strategici, mi ha ributtato nel trip di Magic The Gathering.
E' un mondo parallelo. Come spesso lo sono quelli dei giochi di ruolo, dei giochi di strategia etc etc. Roba da nerds? Si'. Roba da nerds. :)
Ma con tutto l'affetto per la categoria, di cui ahime' spesso faccio senz'altro parte.
Un mondo in cui si comprano e si rivendono carte dei propri colori (che sono 5 in tutto), in cui ci si trova per fare tornei serali, in cui si alimenta in migliaia un mercato probabilmente sotterraneo e milionario. Tant'e'.
Cosi' sgranando mana mi sono ricordato qualcosa del giochino. Che giochino non e', poi. Anzi. E' complesso. E si gonfia della sua complessita' serie di carte dopo serie di carte.
Come si fa a spiegare Magic a chi non lo conosce con poche frasi, mi stavo chiedendo?
Sostanzialmente con il proprio mazzo di carte, contro l'avversario con il suo mazzo di carte, in cui devono essere presenti un numero di carte intorno alle 60 (anche qui, si deve trovare liberamente un equilibrio tra le probabilita' di pescare i mastodonti, avere terre, strutturare combinazioni di gioco), si devono azzerare i venti punti vita degli altri giocatori prima che vengano azzerati i propri. A suon di combattimenti, lanci di incantesimi, stregonerie, ecc tutto in funzione di cio' che si ha pescato, dal proprio mazzo e della disponibilita' di terre (guarda il caso...) che significano energia potenziale a disposizione.
Cosi' a 5 euro sulla baia elettronica ho comprato il mio primo mazzo blu. Ne avevo uno bianco e nero, che credevo forte (mi sono ricreduto ieri sera) e uno rosso e verde che era della moglie. Tant'e'. Cambia tutto.
Cambiera' anche il mio modo di giocare a Magic.
sabato 26 settembre 2009
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