venerdì 5 agosto 2011

Pre-festivo

Bah. Scrivere per scrivere, senza molta voglia di scrivere.
Che raccontare? Oggi si va in ferie. E questa e' una gran buona news.
Fatto l'esame estivo. Chiusi i libri.
Chiusa con il lavoro da oggi, per una quindicina di giorni.

Ieri e' arrivata la batteria elettronica (per chi ci segue, e' noto che d'Estate studio di meno e mi avvicino al primo amore di sempre. La musica) e non vedo l'ora di sudarci sopra un po' di esercizi di coordinamento, su base street rock, neanche da dirlo.
L'ho praticamente scambiata con la ps3, ferma da un po'. Non c'era tempo, non c'era voglia, mancava l'intenzione. Pochi giochi, anche un filo deludenti (qualcuno). Pace e amen.
Meglio qualche rullo, almeno per ora la penso cosi'.

Guardandoci intorno.

La questione morale e' all'ordine del giorno.
Non si puo' essere solo un po' meglio degli altri, a sinistra. Si deve essere puliti. Punto e basta. Espulsione immediata per chicchessia che ha le mani in pasta. Ci avete stancato. Il messaggio di elezioni e referenda era anche per voi, se non ve ne siete accorti.
Wake up.
Abbiate il fott#to coraggio di essere puliti, non ammettendo che rubi la marmellata il vostro vicino di banco. Anche cosi' non va. Anche se e' solo l'ultimo degli amministratori e soprattutto invece se ultimo degli ultimi non lo e'.

Beh bon. Basta. Stacco. Mohitos a tutti!

martedì 5 luglio 2011

martedì 14 giugno 2011

57? Maddai?! :D

Allora? Che facciamo? Politicizziamo il risultato o non lo politicizziamo? Certo che con quel legittimo impedimento li', in mezzo alla paura per il nucleare, e alla voglia dell'acqua pubblica (va bene, va bene, gestita dal pubblico)... La tentazione e' forte.
Quasi incomprensibile pero', anche rileggendo un po' tutte le analisi, un risultato cosi' roboante. Hanno votato gli assenti di solito? Essi'. E ha votato anche uno zicchetto di destra? Essi'.
Per forza. Volente o nolente accettando il messaggio di critica, severa, alle decisioni del governo, o alla non presentabilita' del sultNano.
Ad ogni modo grazie. In Italia di marcio ce ne e'. E tanto. Ma tanto davvero.
Ma c'e' anche la gente comune, per bene, fatta di giovani che ci credono, fatta di piu' grandicelli pieni di ammirazione per il lavoro dei nostri padri costituenti che hanno rifinito con lavoro di grande pregio, il monumento alla liberta' che i nostri partigiani hanno costruito versando il sangue, fatta di donne che sono stufe di essere l'ultima ruota del carro. Boh, dai, si potrebbe continuare a lungo, parlando di movimenti, di iniziative, di piazza, di social networking, di ironia, di partecipazione in generale. Ma poi comincerebbe a sembrare retorica. Quindi abbracciamoci e smettiamo pure di metterci una didascalia.
Questa parte del paese che ha alzato la testa con un colpo di reni e ha urlato, piu' o meno forte, il suo sdegno, merita un sentito grazie, da tutti.

martedì 31 maggio 2011

Arancione

Qualcuno vuole dell'aranciata? Dobbiamo festeggiare.
:)

mercoledì 25 maggio 2011

QI elevato.

QI elevato. Verrebbe da pensare al quoziente di intelligenza, ma non vorrei insultare chi, come un ricercatore universitario che prende (800?) pochi euro al mese, onora questa espressione con attenzione e abnegazione lodevoli, e con capacita' che sono di pochi, accostando questa espressione a gente di tale ignobile risma.

No, dicevo. Ho usato queste iniziali per Qualunquismo Istituzionalizzato, patrimonio imprescindibile dei sudditi del sultano, al secolo popolo delle liberta'.
Sono reduce dall'assistere alle ennesime sparate del ministro (!) della difesa la russa. Come ministro della difesa e' di una grettezza disarmante, non c'e' dubbio.

Dalle sue parole ricavo un giudizio sull'incapacita' della sinistra di concedere possibilita' di dialogo, riferendosi in particolare a Pisapia, a Milano, che non ha voluto reincontrare la moratti, che del resto nell'ultimo contraddittorio lo aveva accusato di terrorismo vaneggiando di reati amnistiati, quando invece era risaputa la sua (riconosciuta giudizialmente) estraneita' ai fatti, e senza dare possibilita' di replica. E con questa convinzione: che con il retaggio di Pisapia nelle forze extraparlamentari di sinistra che nel 68 non davano spazio di espressione agli avversari, non poteva essere altrimenti.
Una mistificazione a 360 gradi, degna del degno fascista che l'ha espressa. Un insulto che gronda di falsita', di ignoranza, di QI pecoreccio.
Dimentico dell'atteggiamento della pupilla del suo sovrano, il ministro ha dato a Pisapia delle colpe non sue, e le ha fondate su un presunto retaggio di chi nel 68 viveva ai margini del sistema, come ai margini del sistema democratico vivono Rifondazione e PDCI, OGGI. E lo vediamo tutti quali e quante possibilita' hanno di non far parlare l'avversario: nei talk show in cui non vengono invitati, ma insultati deliberatamente, nei telegiornali dove non compaiono, per lasciare ai monologhi di un sultano, sultNano, tutto lo spazio necessario. Certo che un giovane comunista oggi non darebbe mai chesso', ad un batman moratti, lo spazio per esprimersi per i ballottaggi del 2040. Che retaggio non avrebbe se non quello di oggi? Daiii.
Pazzesco.

Poi ho sentito una ammissione di violenza della recente campagna elettorale causata dall'errore di scendere al livello delle provocazioni di sinistra. Io vorrei sapere se le brigate nelle procure sono espressioni anche lontamente giustificabili per presunti attacchi ricevuti prima dalla sinistra. Quali? Quelle dei magistrati che indagano sui suoi continui e reiterati comportamenti criminali? Non dovrebbero fare il loro lavoro? Non capisco. E chi lavora contro la sua nanointangibilita' e' per forza di sinistra? Comunista? Come di Pietro? Come Prodi? Ma dov'e' il comunismo di Di Pietro o di Prodi? Volete lasciare il pensiero comunista in pace per cortesia? Non capite il vostro, il liberismo, perche dovreste capire un'ideologia che per giunta non vi interessa (e in generale non interessa piu') e non vi appartiene?
Qualunquismo a tonnellate, etichettature a braccio, psicodipendenza patologica dalle sparate di un vecchio ricco (per il termine "maiale" aspettiamo il primo grado del rubygate?) patetico. Non se ne puo' piu'.
Nessuno che dimostri un filo di spina dorsale, ragionando con la propria testa per uscire dagli schemi pasticciati.

E infine, ho sentito dei fischietti antagonisti ai raduni del centrodestra, di un livello mai raggiunto a ruoli rovesciati. Come come? Ma se capita TUTTE LE VOLTE che qualcuno parla in qualche trasmissione in cui la russa o la santanche' sono presenti! Sistematicamente. Quando interrompono, parlano sopra, commentano, obbiettano, e violano lo spazio di espressione dell'avversario politico, che va cosi' facilmente a segno che solo la loro arroganza puo' opporre qualche resistenza formale, non sicuramente sostanziale. Violenza e arroganza usurpatrici sono le difese migliori dei soggetti in questione che lamentano della caduta di stile di chi si porta un fischietto.
E anche qui il qualunquismo, sostenuto largamente da ipocrisia insanabile, la fa da padrone.

Ed e' tutto cosi' grossolano, cosi' infantile che da' fastidio. Molto.

giovedì 19 maggio 2011

Meritocraxia

Meritocrazia un beato c@zz0. Dovro' scusarmi per la violenza di questo incipit prima o poi, pero' e' piu' forte di me: mi da' un fastidio enorme l'atteggiamento di chi si riempie la bocca di "necessita' di meritocrazia per un sistema piu' giusto". Secondo me soffre di miopia, presbiopia, o di cecita' in generale, se proprio non gli si vuol affibbiare l'etichetta della malafede. Innanzitutto, chi e' che stabilisce quali sono i criteri per misurare il merito? Quale merito poi? Cioe' a me sembra evidente che il concetto stesso, sia sopravvalutato (come quello del libero mercato, tanto per fare un esempio che tanto gli assomiglia).
Tecnicamente se sei bella, e porti maschi vogliosi a guardare la trasmissione dove balli scosciata, meriti di stare dove stai.
Alla faccia di ogni battaglia moralistica di chi sostiene che i meriti sono di chi studia, non di chi si mostra.
E se ti votano poi? Meriti di essere in parlamento, alla faccia di chi sostiene che i meriti sono di chi si sacrifica ad una vita di lunga gavetta.

Quale sarebbe il merito maggiore allora? Quello di chi ha sofferto di piu'? Come a dire che chi compra i prodotti meno costosi merita di avere una casa piu' pulita perche' ha lavorato di piu' per tirarla a lucido? O piu' sfrontatamente, merita di fare piu' fatica, visto che non ha potuto permettersi di pagare di piu'?

A me sembra che chi abbraccia il premio del merito come concetto assoluto si sposi con l'approccio giusnaturalistico della legge del piu' forte: se tuo nonno si e' accaparrato la terra, chissa' come poi dai, tu meriti di vivere di rendita. E guai a chi ti tocca il capitale. Il nonno era tuo e se si continuano a lamentare dello sfruttamento del loro lavoro nei tuoi capannoni, con i tuoi, di macchinari, allora c'e' un altro da sfruttare dietro l'angolo per te, che si sappia!
I meriti dei grandi capitalisti. Vogliamo veramente risalire alle loro storie?

Il merito e' un falso mito. E' il falso mito di chi sposta la convivenza, la solidarieta', la vita sociale sul piano della competizione.
Io pero' personalmente preferisco lo spirito olimpico, quello della festa, della compartecipazione, rispetto a quello della gara ad eliminazione diretta.

I colleghi che hanno problemi a casa, famiglie in difficolta', non meritano l'avanzamento in carriera perche' non possono mettersi in mostra con orari di lavoro infiniti? Perche' anche se lo volessero non hanno tempo extra da dedicare, a vagonate, alla vetrina della produzione? Conta la produttivita' solo quando e' minore della media? Contano l'attenzione e la scrupolosita' allo stesso modo? Si'? Ma dove? E quando?

Il punto di questa mia battaglia personale e' che voglio smascherare il valore della meritocrazia. Qualsiasi porcheria fatta e' un merito di chi riesce a farla. E qualsiasi porcheria subita e' meritata da chi ha omesso di evitarla.

Io non lo credo, non lo voglio credere, e non lo credero' mai. Una porcheria resta una porcheria, e il giudizio morale deve sovrastare il valore mignon del merito.

Siamo di fronte alla megalomania di leader politici che si sono meritati credibilita' e sostegno prono a suon di mazzette di banconote. E' un merito. E fa schifo.
Il merito e' un'arma a doppio taglio, non si puo' abusare del suo significato ciecamente. Si rischia da ammettere l'inammissibile.

Certo che chi vince un concorso onestamente, merita quel posto. Certo che chi corre piu' veloce, si merita la medaglia.
Non sto negando che ci sono frangenti della vita in cui la competizione c'e'. Ma nella vita non c'e' solo competizione.

E soprattutto ci sono valori, ideali, pari opportunita', egualitarismi, solidarieta', che vanno oltre alla legge del piu' forte.

Se tu nasci qui, mbe', mica ti meriti di salire su un barcone alla ricerca di fortuna, spinto dalla fame e dal luccichio delle posate del tuo dirimpettaio di costa. Ma se nasci la'... Beh ti meriti almeno di provarci a scavalcare la staccionata. Niente di male. Solo che per te qui di posto non ce ne e'.
Noi eravamo qui prima. Eh!

martedì 17 maggio 2011

Fausto giorno.

Giorno fausto.Fausto. :) :D

E dicono che vincono gli estremisti (ma sarebbe un insulto? No perche' se loro sono i moderati, secondo me, anche solo per assurdo, e' un complimento!).

Bella.

E dicono che si porta il Leonka a Palazzo Marino e che e' bestiale. Bestiale! Si! E anche una gran fig@ta vedere che dei rottami avidi e borghesi e arraffoni se ne devono tornare nei loro villoni a rosicare per i cani dei punkabbestia in consiglio. :) Magari!

Molto bella.

Godimento.

Aria nuova? Meglio tardi che mai.

Go home. GO HOME!