Io non capisco come sia possibile accettare senza indignarsi che la fiat dopo tutti gli aiuti di Stato che riceve, che ha ricevuto, che ricevera', possa ricattare dei lavoratori italiani con tanta sfacciataggine.
Perche' di ricatto si tratta: prendere o lasciare per nuovi finanziamenti a Pomigliano? Prendere o lasciare perche' senno' si va in Polonia?
Prendere un lavoro senza diritto alla pausa per pranzare e alla malattia, al costituzionale diritto allo sciopero o niente?
Ma come vi permettete! Come c@-zz-o vi permettete di metterla in questi termini?
E arriva il sostegno da confindustria. E poi il sostegno dal governo che gli italiani votano e rivotano, perche' "solo i c*glioni votano contro il proprio interesse"...
Vorrei dire che ve lo meritate, ma diosanto no, non riesco a credere che stia succedendo davvero.
Non riesco a capire il vuoto di indignazione, la passiva accettazione, l'arrivare a indicare la fiom come colpevole di questa mancata accettazione di benevolenza. Ma andatevene affanc#lo!!! Ce la facciamo noi una fiat di Stato che funzioni meglio, costi meno e non sia cosi' arrogante!
Perche' noooo??????
Dobbiamo dipendere, noi in milioni, da quattro str*nzi??? Davvero dobbiamo???
lunedì 21 giugno 2010
martedì 27 aprile 2010
sabato 10 aprile 2010
Ping...
E' il caso di scrivere. Un heartbeat, uno sfogo, due chiacchiere. La primavera comincia a farsi sentire. Ho passato un paio di esami all'uni (privato comparato e amministrativo progredito) e ho cambiato FINALMENTE posto di lavoro.
La mia vita sentimentale e' di nuovo impegnata e questo toglie tanta marcata opacita' da tutto il resto. Sono diventato anche un giocatore di ps3, anche se il primo amore dell'XBOX treesessanta non si scorda mai. Si scordano invece chitarra e basso, placidamente nelle loro custodie da mesi.
Ancora in attesa di vendere casa, continua il mio percorso di training autogeno e di rinnovamento della mia persona. Felicemente.
La moto finalmente ruggisce sotto queste chiappe da 36enne compiuto.
Abbiamo perso tutto il perdibile alle elezioni, ma non mi aspettavo niente di meglio da una campagna elettorale fallimentare, fatta di accanimento ad personam. Viva la Puglia che si distacca dalla sua tradizione per dare voce ad una richiesta di qualcosa di piu'. E viva il centro Italia, ma li' e' la tradizione che vince piu' che una reale offerta politica.
Ad oggi sono con un dente del giudizio in meno e tanto dolore in piu'.
Ma torna il caldo. Ed era ora.
La mia vita sentimentale e' di nuovo impegnata e questo toglie tanta marcata opacita' da tutto il resto. Sono diventato anche un giocatore di ps3, anche se il primo amore dell'XBOX treesessanta non si scorda mai. Si scordano invece chitarra e basso, placidamente nelle loro custodie da mesi.
Ancora in attesa di vendere casa, continua il mio percorso di training autogeno e di rinnovamento della mia persona. Felicemente.
La moto finalmente ruggisce sotto queste chiappe da 36enne compiuto.
Abbiamo perso tutto il perdibile alle elezioni, ma non mi aspettavo niente di meglio da una campagna elettorale fallimentare, fatta di accanimento ad personam. Viva la Puglia che si distacca dalla sua tradizione per dare voce ad una richiesta di qualcosa di piu'. E viva il centro Italia, ma li' e' la tradizione che vince piu' che una reale offerta politica.
Ad oggi sono con un dente del giudizio in meno e tanto dolore in piu'.
Ma torna il caldo. Ed era ora.
sabato 6 febbraio 2010
Dell'omologazione
Due parole sull'omologazione. Se ti dicono di metterti un uniforme, una tutina blu, di avere la macchina che hanno tutti e te lo dicono da governanti, allora urli alla repressione della liberta' individuale.
Se ti dicono di indossare i liu jo, che sollevano le chiappe, di guidare la nuova punto, con nuovi motori benzina e diesel jtd, ma te lo dicono da pubblicitari, allora pensi alla fortuna di poterti allineare felice e sorridente.
Trovo in questo meccanismo perverso qualcosa che non capisco. Cioe' la differenza tra imporre e sedurre, fare leva sul bisogno di adeguatezza, e' macroscopica. Ai morsetti di chi riceve il messaggio, l'offerta di essere uguale per non essere inferiore e' catchy, il comando di essere uguale per non essere superiore, invece e' odioso.
Mmmm. Provo a fare della psicologia spicciola. Pero' mi sembra un meccanismo per convincere dei bambini, non una societa' adulta. Forse esagero. E forse pero' non sono lontano dal centrare l'obbiettivo.
Io l'immagino, uno stuolo di pubblicitari intorno ad un tavolone, in maniche di camicia e tailleurini che cercano di capire come convincere il popolo senza fargli capire che la loro necessita' di vendere non dovra' mai essere vissuta come imposizione.
Cosi' ci vedo un calcolo enorme, dietro ai sorrisi, ai salti, agli effetti speciali, alle promesse della tv. E trovo che sia molto piu' viscido di un'imposizione aperta, odiosa in se' stessa come tale. E' una seduzione vera e propria del consumatore che viene attirato invece che spinto.
La risultante pero' e' la stessa.
Forse i pubblicitari leggono Machiavelli, hanno il principe sul comodino, accanto alla sveglia e agli occhiali.
O forse in un mondo di furbi, sono davvero piu' furbi. Ma.
Se ti dicono di indossare i liu jo, che sollevano le chiappe, di guidare la nuova punto, con nuovi motori benzina e diesel jtd, ma te lo dicono da pubblicitari, allora pensi alla fortuna di poterti allineare felice e sorridente.
Trovo in questo meccanismo perverso qualcosa che non capisco. Cioe' la differenza tra imporre e sedurre, fare leva sul bisogno di adeguatezza, e' macroscopica. Ai morsetti di chi riceve il messaggio, l'offerta di essere uguale per non essere inferiore e' catchy, il comando di essere uguale per non essere superiore, invece e' odioso.
Mmmm. Provo a fare della psicologia spicciola. Pero' mi sembra un meccanismo per convincere dei bambini, non una societa' adulta. Forse esagero. E forse pero' non sono lontano dal centrare l'obbiettivo.
Io l'immagino, uno stuolo di pubblicitari intorno ad un tavolone, in maniche di camicia e tailleurini che cercano di capire come convincere il popolo senza fargli capire che la loro necessita' di vendere non dovra' mai essere vissuta come imposizione.
Cosi' ci vedo un calcolo enorme, dietro ai sorrisi, ai salti, agli effetti speciali, alle promesse della tv. E trovo che sia molto piu' viscido di un'imposizione aperta, odiosa in se' stessa come tale. E' una seduzione vera e propria del consumatore che viene attirato invece che spinto.
La risultante pero' e' la stessa.
Forse i pubblicitari leggono Machiavelli, hanno il principe sul comodino, accanto alla sveglia e agli occhiali.
O forse in un mondo di furbi, sono davvero piu' furbi. Ma.
giovedì 4 febbraio 2010
Ar E es p-e-c-t (Aretha)
Mi chiedo se il rispetto e' una forma di intuizione, oltre alla sottile linea che separa l'intelligenza dal genio. Mi chiedo se usare il linguaggio appropriato (e' un assoluto: esistono gli assoluti?!), i toni appropriati a prescindere dalla situazione, dal contesto, dal nervoso, sia possibile anche per quegli illuminati nevrotici incapaci di dominare panico, ansia, perfino perfidia. E mi viene da rispondermi che il rispetto non e' nella parte calcolatrice del cervello, e' nella parte della sensibilita', dove l'educazione fa presa a prescindere dal tornaconto, dove si considerano davvero le persone come tali, a prescindere dalla loro utilita'.
Nella parte del calcolo e' stronz@ggine, a mio avviso, o piu' elegantemente, ipocrisia, falsita'.
Cosi', girovagando, tra i miei pensieri, sorrido della deficienza di chi pensa di poter trattare il prossimo come pezze da piedi. Nel senso di mancanza. Di cuore? Di anima? Boh, almeno di meta' dell'umanita' che avrebbero bisogno per essere alla pari di quell'umanita' di cui si sentono superiori.
E il gioco di parole, oltrettutto, mi allarga il sorriso.
Nella parte del calcolo e' stronz@ggine, a mio avviso, o piu' elegantemente, ipocrisia, falsita'.
Cosi', girovagando, tra i miei pensieri, sorrido della deficienza di chi pensa di poter trattare il prossimo come pezze da piedi. Nel senso di mancanza. Di cuore? Di anima? Boh, almeno di meta' dell'umanita' che avrebbero bisogno per essere alla pari di quell'umanita' di cui si sentono superiori.
E il gioco di parole, oltrettutto, mi allarga il sorriso.
martedì 5 gennaio 2010
Ciao Pacho
Pachito non me lo aspettavo. Quando sei saltato sul divano a salutarmi e poi ti sei girato all'indietro pensavo scherzassi. Oh chesso'. Che fosse una nuova forma di lotta con Krillah, che era li' dietro poco distante. Poi la linguina tra i denti e gli occhioni strabuzzati. E la corsa dal veterinario, a sentirci dire che probabilmente era il tuo cuore troppo debole.No non mi aspettavo che ieri mi saresti mancato cosi' tanto. Ne' che oggi sarei stato qui a salutarti, sommerso dai ricordi delle tue bravate e della tua tenera impacciata movenza di gattone persianino.
Cosi' un po' attonito e un po' perso, mi tocca pensare che il mondo ha perso uno spicchio della sua dolcezza.
Ciao Pacho.
martedì 29 dicembre 2009
Buon anno, laico, logico, e di solidarieta'.
PapaRatzi accelera la beatificazione di Pio XII. Boh.
E poi dice che rimase in silenzio "per aiutare meglio gli ebrei". Ma scusa: una aperta condanna al nazismo non avrebbe spinto milioni di persone ad opporsi ad uno dei peggiori scempi della storia? E quindi a fermarlo? Certe volte dubito che le persone pensino prima di parlare. E certe volte inorridisco al pensiero che lo fanno, con certi risultati.
Boh.
Buon anno, a tutti quelli che non andranno mai sotto al balcone di un ( come definirlo? Accetto suggerimenti) a sentirlo parlare.
E poi dice che rimase in silenzio "per aiutare meglio gli ebrei". Ma scusa: una aperta condanna al nazismo non avrebbe spinto milioni di persone ad opporsi ad uno dei peggiori scempi della storia? E quindi a fermarlo? Certe volte dubito che le persone pensino prima di parlare. E certe volte inorridisco al pensiero che lo fanno, con certi risultati.
Boh.
Buon anno, a tutti quelli che non andranno mai sotto al balcone di un ( come definirlo? Accetto suggerimenti) a sentirlo parlare.
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