giovedì 6 dicembre 2007

:)

Copio e incollo per come mi e' arrivata da Lindo. Chi vuol esser lieto sia. :)

Un ingegnere, un contabile, un chimico, un informatico e un funzionario pubblico si vantano ognuno di avere un cane meraviglioso.

Per dimostrarlo l´ingegnere chiama il suo cagnolino:
" Radicequadrata" , facci vedere cosa sai fare:
Il cane trotterella verso la lavagna e disegna un quadrato, un cerchio e un triangolo.

Il contabile dice al suo cane:
" Attivopassivo, mostra le tue competenze !"
Il cane va in cucina, torna con una dozzina di biscotti e li ordina in 3 pile uguali da 4 l´una.

Il chimico dice:
" Termometro, fai il tuo numero !"
Il cane apre il frigo, prende un litro di latte, un bicchiere da 10 cl. E vi versa esattamente 8 cl. di latte senza farne cadere una goccia.

L´informatico è ormai sicuro di soppiantarli tutti:
" Discorigido, impressionali !"
Il cane si installa davanti al computer, lo avvia, fa partire un antivirus, invia una e-mail ed installa un nuovo gioco.

I quattro guardano il dipendente pubblico e gli chiedono: " Il tuo cane
cosa sa fare ?"
Il funzionario pubblico con un sorriso dice:
" Pausacaffè, facci vedere i tuoi talenti da funzionario!"
Il cane si alza, mangia i biscotti, beve il latte, cancella tutti i files dal computer, inc#la il cane dell´ingegnere e giura che, facendolo, si è fatto male alla schiena, compila il formulario di incidente sul lavoro e prende un congedo malattia di sei mesi...

giovedì 29 novembre 2007

Ernst Haas

Stasera abbiamo parlato di lui, al corso di fotografia.
L'uso della sottoesposizione per ravvivare i colori, l'equilibrio cromatico, il contrasto forte nei ritratti. Le sue gallery si commentano da sole: tolgono il fiato.

Inspira... E clicca per conoscerlo.

Politically incorrect

Okkei mi ributto sulla politica, tanto per mandare un heartbeat.
Ho visto Fini a Matrix. Va da se' che non condivido le sue soluzioni ne' tanto meno le sue priorita', ma gli riconosco di essere (o di mostrare di essere, comunque) un politico interessato ad un funzionamento del paese. Cosa che il nano continua a dimostrare di non avere come sua priorita'. "Noi ci teniamo i voti, loro si tengano il progetto", dice (Su Repubblica).
(Sul Corriere).
Ma come? Scusa ne', ma che vuoi tutelare i tuoi interessi lo hanno capito almeno un italiano su due, ma non ti sembra esagerato sbandierarlo cosi' sfacciatamente? Meglio, dico io, evviva l'onesta', anche quando e' evidentemente concessa per errore, per sbadataggine. Ora vuoi il proporzionale, e il tuo partitozzo nuovo di pacca, con nome e stemma belli lucidi, perche' a te basta governare, non per dare una direzione precisa, ma per esserci. E lo dici. Ti basta il timone, ma lo devi avere. Ed e' diventato un motivo di scherno di chi invece ritiene che i partiti si fondano sui programmi non sul populista raccogliere consensi con la propria immagine e non con dei contenuti. Sei come il peggio del peggio della dicci' della prima repubblica, ti manca di farti benedire. Ma non ti preoccupare, troverai sempre qualcuno che ti ci mandera', e di cuore.

sabato 24 novembre 2007

martedì 20 novembre 2007

Pfff, l'"influenzina" di nuovo

Pall€. Ci risiamo. Quell'influenzina (da leggere con il naso arricciato e il labbro superiore a scoprire gli incisivi) che non migliora ne' peggiora ma ti lascia per giorni con la testa che ronza, che di notte ti fa tossire e di giorno ti fa avere male alla cervicale, e' tornata. Ancora lei. Niente di travolgente: ne' allucinazioni, ne' temperatura a 40 gradi, niente brividabadibidi. Solo un continuo senso di spossatezza mista a fastidio per l'aria, se troppo fredda e se troppo calda, a fastidio per le luci, a fastidio per i fastidi dei fastidi sui fastidi.
(Ah come e' stressante sentirsi così "szabette" (vorrebbe dire pettegole da qualche parte in Piemonte, ma ha una connotazione che indica chiaramente "insofferenza" che, si sa, non fa molto macho ;))).

E tutto dopo un weekend di caldaia che andava in blocco, e tutto dopo una settimana con la terza cartella esattoriale per un ritardo di due giorni (questa volta nell'Agosto 2005), e tutto nella settimana in cui e' arrivato il preventivo per l'allontanamento dei piccioni dal sottotetto e la bio-sanificazione dello stesso.
Signur.

Tutto questo per dire cosa? Ah si', che in realta' devo ancora decidere se ci sara' una stagione due del blog. Non credo che se ci sara', sara' impostata allo stesso modo del diario quasi-giornaliero
, pero' la cosa un po' mi lascia perplesso: vorrei continuare a pubblicare ma senza l'assillo di lasciare degli heartbeat quasiquotidiani per far sapere che ci sono (paranoia?), e nello stesso tempo senza perdere la possibilita' che qualcuno legga quello che scrivo (paranoia!), anche perche', personalmente, vedo che i blog che presentano lo stesso ultimo articolo per settimane tendono un po' a cadermi nel dimenticatoio. Devo risolvere con me stesso questa annosa questione, first af all. E poi prendero' una decisione. Nel frattempo, un salutone a tutti!

venerdì 16 novembre 2007

Primo anniversario! Quasi...

In ritardo, di dieci giorni, ma tant'e'. M'e' sfuggita la scadenza. :)
Pensavo che in un anno di blog sarei riuscito ad esprimere tutto quello che avevo dentro. E questo dopo aver pensato che non sarei riuscito ad esprimere proprio nulla, all'inizio. Niente di tutto questo. Una fetta della mia vita, uno scorcio, con il cannocchiale magari tenuto al contrario. Ecco.
Inutile ripetere le definizioni di diario pubblico, o le riflessioni sui rapporti di gioco tra blogger (chi l'ha detto poi che leggono i blog solo chi li scrive? Forse commentano di piu', perche' forse piu' avvezzi ad esporsi, ma e' un'ipotesi, l'ennesima), quelle che alcuni mi ricordano non essere amicizie perche' dei rapporti a distanza non possono essere chiamati amicizie. Io non la penso cosi'. Il calore si puo' esprimere anche con pochi riccioli di corsivo.
Io posso dire che in questi mesi il blog, tra alti e bassi, e' stato il mezzo per esprimere me stesso per eccellenza (a meno di alcune vicende di cui non ho voluto pubblicare notizia, lo ammetto) e tramite esso credo di aver saputo da un lato sentire vicine persone che mi erano molto lontane e, dall'altro, sentire lontane persone che pensavo essermi vicine a priori: lontane dai sentimenti che esprimevo, dai miei pensieri, dai miei interessi, dall'interesse che potessero (dovessero? si dai, rompiamo questo mito: io nelle aspettative non smettero' mai di credere, almeno un po') avere per quella parte di me che mettevo loro a disposizione.
Concludo questo primo giro di calendario cosi', un po' contento per la grandiosa esperienza (e poi anche perche' mi tolgo di dosso la pressione del tutto e subito, - autogenerata, touche' -) e un po' amareggiato perche' mi rendo conto che persone per i quali pensavo di contare qualcosa in realta' non hanno capito che cosa voleva dire per me tenere un blog, e questo in un modo un po' distorto e sicuramente un po' egoista, non puo' che non amareggiarmi.
Vabbe'. Ora sorrisi, risate, pacche sulle spalle e bevute e musica.
Un applauso e un ringraziamento e un abbraccio a tutti quelli che mi hanno seguito, blogger e non, colleghi, amici, amiche, lettori per sbaglio, e viandanti.
(Poco) umilmente vostro, Andrea.

lunedì 12 novembre 2007

La storia si ripete.


Avrei voluto urlare ai casini, ai mastella, ai di pietro, con tutta la rabbia che ho dentro, che "le istituzioni non perderebbero credibilita' in un momento come questo di lotta alla criminalita'", se si facesse chiarezza sullo sciagurato comportamento delle forze dell'ordine al g8 di Genova (io, come ho gia' piu' volte ripetuto c'ero, ho visto, ho sentito, e posso in qualsiasi momento raccontare e confrontarmi con chiunque sugli abusi sugli inermi e sulla arroganza con la quale sono stati perpetrati). Vorrei ficcare in quella teste bigotte e grondanti di grassa e vuota saccenteria che e' con la trasparenza e con la giustizia che si mantengono saldi l'affetto allo Stato e a chi lo dovrebbe difendere. Che se si separassero le mele marce da quelle buone non si guarderebbe alla cassetta nello stesso modo disgustato.
E vorrei farlo ancora di piu' oggi quando dopo un giorno invece di prendere le distanze dagli abusi armati di un [... riempite a piacere ...] ho visto fare quadrato intorno ad una situazione da non chiarire, da coprire con le solite spesse pareti di gomma. La violenza genera violenza, la giustizia genera soddisfazione e pace.
Almeno credo. Almeno voglio crederci.