sabato 27 giugno 2009

Autore - Under costruction.

Ho pensato che nell'iconografia piu' classica per me l'immagine piu' evocativa di sofferenza e' la corona di spine in testa a Gesu' Cristo. Cosi', per ricordare a questo uomo ormai separato, che dalla vita bisogna attendersi anche la sofferenza, difetto di memoria degli inguaribili ottimisti, mi sono preso un appunto, diciamo cosi', da ritrovare sotto alla doccia, ogni giorno.

La distanza tra la ragione e il sentimento spesso non si riesce a coprire che a colpi di machete in una giungla.

sabato 20 giugno 2009

Il giorno prima dell'infelicita'

Il giorno prima dell'infelicita' si vive con il groppo in gola. Si vive con le lacrime che non salgono ad annebbiare la vista e con la tensione, la paura, di non sapere affrontare il momento.
Il giorno prima dell'infelicita' si vive anche con la speranza che ci sara' un giorno dopo al giorno dopo, in cui le cose magari cominceranno ad essere meno nere.

Il giorno prima, oggi, deve passare, ma se finisce e' perche' inizia un giorno ancora piu' terribile.

Il sole sorgera' anche Lunedi', ci saranno i Metallica al forum, dopo una giornata di lavoro logorante.

Ma domani e' solo Domenica. E sara' davvero una giornata difficile. Forse la piu' difficile.

lunedì 8 giugno 2009

Drammatico

Voltaire diceva, nel Trattato sulla Tolleranza, "Non condivido le cose che dici, ma difendero' fino alla morte il tuo diritto di dirle".
Ammirabile esempio di Democratica apertura al dialogo.

Vorrei poterlo condividere sempre.
Ma poi mi tocca sentire borghezio. E mi viene voglia di illuminarlo.
Con un puntatore al laser.

Dico. Ma era il caso di arrivare in 2 partiti sotto alla soglia del 4%? Perche' la Sinistra continua con queste caz#ate? Non sono d'accordo sulle linee di partito e invece di fare fronte unico, con apertura alla discussione interna, si staccano. Fondano altro. Che bel risultato.

Continuiamo cosi', a scomparire. Magari la prossima volta ci presentiamo in 8 con la falce e il martello a prendere lo 0,5 e a dire che serve un processo di rinnovamento.
Servono coesione, e proposte vere per gente vera.

Drammatico.

venerdì 22 maggio 2009

Mills... in pills.

Dunque. Si dice che Mills e' colpevole e si spiega perche'. Qualcuno lo ha corrotto. Assodato? Assodato. Chi lo ha corrotto dice ha gia' spiegato (quando? Come?) e che e' tutta una montatura dell'organo (a quanto pare non lo vuole chiamare potere, ma per scaramanzia?) giudiziario, che fa politica (perche' dovrebbe poi?) e che comunque spieghera' in Parlamento. Ai suoi seguaci, ai suoi sudditi, che comunque lo hanno gia' assolto a suon di capezzonate? A che pro? E comunque ha gia' cambiato idea. Sulla necessita' di apparire in Parlamento dico.
Boh. Non capisco molte cose. A parte un'ammirevole capacita' di confondere. Bravo. Lo rivoteranno. Lo so. Anche in Europa. Pero' continuo a non capire.

domenica 22 marzo 2009

Bastaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

Mi devo calmare. Guardo Report e mi sento preso per il qlo.
Dai berlusconi, dai gasparri, dai mammi' e dai confalonieri. Strafottenti, abusatori delle NOSTRE, ripeto NOSTRE frequenze.
Basta prenderci per il qlo!!!
Basta!
Invito chiunque a sprogrammare dal televisore chi abusa di concessioni che non ha.
Ma chi vota sta gente?
Che nervoso ca#zo.

venerdì 20 marzo 2009

Democrazia, in pillole.

Provo a scriverlo di getto PDE.
Secondo me democrazia e' compromesso, accordo (parole spesso biasimate irragionevolmente: l'accordo sottobanco, l'"inciucio" sono ben altro, secondo chi scrive, rispetto alla mediazione).
Secondo me democrazia e' grande (non necessariamente completa) soddisfazione dei piu', e piccola (non necessariamente nulla) soddisfazione dei meno.
Se proprio deve essere matematica, che sia una media pesata.
Che ci sia il DIALOGO, che in parlamento (curioso paradosso) sembra non esserci, quando menti indottrinate pensano all'unisono e quando chi dissente riceve la scomunica dal partito.
Che ci sia il confronto, che si mettano sul tavolo i pro e i cons senza preconcetti ma con la reale voglia di valutare l'altrui posizione, magari anche prima di insultarla.
Credo che se la maggioranza volesse la dittatura, non sarebbe comunque un risultato democratico imporla. Questione di risultato e non solo di risultante.
Credo che se la maggioranza in un sistema maggioritario ricordasse che rappresenta con il 70% dei seggi il 43% dei votanti, sarebbe meno ostentatamente prepotente, in nome dei sondaggi e di una volonta' popolare distorta.

Boh forse dovevo scriverlo in un momento di minore stanchezza, che aiuta il pessimismo, che favorisce rabbia e frustrazione.

Ma.

Questa non e' democrazia, e' "na schchifezz" diceva un mio vecchio professore. E non mi sento di dargli torto, per niente.

sabato 7 marzo 2009

About referendum.

In pillole.
I referendum (si puo' usare al plurale, latinisti?) costano, ma sono uno strumento democratico importante: permettono al popolo di dissentire direttamente dalle decisioni prese dagli eletti.
E poi? Succede che viene reintrodotto il finanziamento pubblico dei partiti, succede che si torna a parlare di centrali nucleari, succede che si torna a discutere di aborto.
E lo si fa con una sfacciataggine e una arroganza davvero insopportabili, anche senza voler entrare nel merito dei singoli temi.

Qualcosa mi sfugge in questo meccanismo.

Va bene che la storia del diritto insegna che culture diverse, di generazioni diverse, fanno e disfano, approvano e negano, concedono e si ritraggono (mantenendo comunque una tendenza ammirabilissima alla apertura, allo stato di diritto, al miglioramento delle garanzie dei diritti fondamentali, positivamente affermati). Ma qui mi sembra che il periodo di questa sinusoide si sia un po' troppo irriverentemente accorciato.
Dico: qual e' il senso del referendum abrogativo se pochi anni dopo si torna a legiferare nella stessa direzione disapprovata? Mi sembra degno di rispettosi dubbi tutto questo, caro lettore. O no?