
Ok a sto punto tiriamo le fila del discorso Grillo, capitolo V-day. Io ho ribadito in piu' sedi che lui mi piace, credo nel fatto che non cerchi tornaconti personali, credo nel fatto che creda in quello che dice e quello che fa. Mi piace che approfondisca. Mi piace che faccia riflettere.
Mi piace che lo faccia facendo ridere, perche' comunque e' un comico, e il suo mestiere, comunque, lo sa fare.
Ammetto che possa fare errori, e' un uomo e gli uomini sbagliano anche, mentre sembra che lui, da comico, non possa e non debba toccare certi argomenti, e comunque permettendosi degli errori.
Boh. Sono basito.
Non condivido tutto quello che dice, ad esempio io credo nella rappresentanza dei partiti, nel bisogno di delineare dei cammini comuni e delle linee-guida, per evitare che ci si perda e non si raggiunga mai un risultato che uno: credo che mettere d'accordo 10 partiti in parlamento sia piu' sbrigativo che mettere d'accordo 600 teste indipendenti, che per carita' devono avere voce in capitolo, ma semmai dividendo il problema in sottoproblemi e raggruppando i risultati. Questione di opportunita'.
Lui non ne vuole piu' sentire parlare invece, di partiti, ma tant'e'. Apprezzo comunque che lui sia stanco di questi politici, straricchi, fancazzisti, facce di bronzo, arroganti. E cosi' via. A casa, almeno dopo due legislature, a casa.
Ma aldila' del contenuto, vorrei fermarmi alla forma.
Del V-day sembra che siano tutti interessati - i pochi che ne parlano sui media - piu' alla parolaccia che ai motivi della parolaccia.
Ho sentito il direttore del tg2 interrogarsi sul fatto che se un matto lo sente e spara, che facciamo? Ma come? Dico io... Ma se la premessa ad un ragionamento e' la follia, allora puo' succedere sempre tutto di tutto. E se si mettono in conto tutte le possibilita' puo anche capitare che se tutti gli italiani salgono su un traghetto, il traghetto affonda e addio italiani. Mi sembra veramente populista (e qualunquista e opportunista ) costruire un ragionamento logico su premesse illogiche e relativamente poco probabili.
E invece di occuparsi di fantomatiche conseguenze, chiedo: ma il perche' della parolaccia, o direttore, se lo e' chiesto? E' rabbia, nata da frustrazione, nata da insoddisfazione.
Allora vuoi discutere i sintomi di un malessere, o vuoi rimuovere il malessere?
...
Cioe' se qualcuno le vomita su una scarpa, lei se la prende per la volgarita' del gesto invece di capire se sta male? E' cosi'? Allora vabbe', io con lei non ho spazio di discussione.
Chi ci governa, ci conferma Mazza, vicino a chi ci governa, ci crede bambini, come mi sembra si dicesse da JJ un tempo, perche' a sentire i discorsi dei grandi possiamo fare male e farci male. Boh. Io mi sento preso per il cul#. Ma sto tizio vive nell'ovatta per non rendersi conto che la parolaccia e' all'ordine del giorno, ovunque? Vive in un barattolo di vetro per pensare che il popolo italiano sia cosi' fragile da non sopportare un rigurgito sui piedi di mastella o di amato?
Mi sento trattato come un bambino col grembiulino da una maestrina del tutto anacronistica.
(E ad ogni modo mi sembra che la tutela contro la diffamazione sia presente sia a livello civile che a livello penale, quindi?)
Spero che Grillo presto invochi anche un ricambio nell'informazione, che non puzza di vecchio e di marcio meno del resto dei grandi poteri.